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| Basse Verticali (Stefano Leoni) - Recensione di Gianni Montieri |
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| Scritto da Administrator |
| Martedì 24 Agosto 2010 13:07 |
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Recensione di Gianni Montieri Ci sono momenti o, come in questo caso, libri, in cui la poesia chiama come la canzone giusta alla radio, come l’amico che ti telefona per una birra la sera in cui ne avverti il disperato bisogno. Questa è una delle piacevoli sensazioni che si provano incontrando per la prima volta le poesie raccolte in Basse verticali di Stefano Leoni (ed. Kolibris, 2010). “Fummo fatti per scrutare l’infinita complessità Chiara De Luca mette come incipit alla sua prefazione questi versi dell’autore. La scelta è perfetta, questi tre versi rappresentano a mio avviso la giusta sintesi della poetica di Stefano. Un continuo, mai causale, oscillare fra il terreno, il quotidiano ed il suo elevarsi. Ma soprattutto il quotidiano e le sue bassezze. Leoni osserva, registra, avvicina e allontana l’occhio della telecamera, penso al poemetto finale “il condominio” : un corrimano senza dimensione
Questo poeta però fa qualcosa in più, fruga nelle sue tasche, nel suo intimo. Da lì parte per consegnarci, restituirci, un’idea di “mondo”. Lo fa con versi in apparenza lineari, a tratti impoetici, come dichiara egli stesso nella poesia d’apertura: “Non c’è volgarità nell’essere a tratti impoetico/ calibrare/ mettere un verso sporco al punto giusto/.” E’ un bel libro sul serio, intenso. Leoni ha imparato una lezione importante, che la bellezza di un verso, l’idea che questo possa farci staccare da terra, non esista, non vale, se prima non si è andati a scavare con la penna nel fango.
Gianni Montieri su www.argonline.it e su http://poetarumsilva.wordpress.com/ |
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Settembre 2010 22:08 |












